Ruote Blu

Camminavo domenica, mano nella mano con mia figlia. Dita sempre meno piccole per discorsi sempre più da grandi. Il mio fiato corto, contro i suoi passi sempre più lunghi. Il piccolo paese di montagna è ora un centro di mondanità.

Tennisti francesi, inglesi corone d’alloro per le polo degli uomini. Bianche, sono bianche quelle polo. Marroni invece sono le borse in pelle al braccio delle signore. Tutte uguali, con le effigi dorate che sanciscono il successo. Procediamo contro corrente, io e te, figlia mia.

Un torrente umano ci si contrappone, è finita la grande farsa domenicale. Nuovi santi profumati d’incenso escono dalla cattedrale e calano in piazza con l’abito buono per sottoporsi al rito pagano dell’aperitivo. Per mia colpa. Mia colpa. Mia grandissima colpa. L’assemblea è stata chiamata a fare ammenda. Pugno chiuso tre volte sul petto, forte, per marcare un’ipocrisia ugualmente forte, ugualmente potente. Si, hanno fatto tutti finta di crederci al Dio buono. Per sentirsi più puliti. Hanno fatto finta di credere al mastro libraio che tiene sotto chiave il tomo con scritta la verità senza però mai mostrarlo a nessuno. Al supremo che quando lo invochi non risponde. Al re che non concede mai la grazia, Al giudice implacabile che “dopo” non avrà pietà per uomo meschino, ma che per ora gli permette ogni scempio. Cammino stringendo il più prezioso tra i fiori la mano di Camilla, quando la mia attenzione è catturata da una carovana di ruote. Blu. Un serraglio allineato che racchiude, l’ironia del nostro vivere. Con passo lento tre donne anziane spingono dei carretti. Blu. Una satirica intonata cromia, di telaio, tessuto e ruote. Tutto blu. Senza conoscersi. Senza guardarsi, concentrate nel loro procedere. In fila per uno come gli Apaches sul sentiero di guerra.

La prima è attaccata ad un deambulatore, un tecnologico carretto costruito per camminare quando le gambe sono divenute pigre e non ce la fanno più. Quanto dolore c’è nel non essere più autonoma, quanto dolore è racchiuso in quelle ruote, in quelle pantofole di cuoio floscio ingentilite da fiorellini colorati. La seconda donna spinge un carrello dalla spesa. Blu. Quei carrelli oramai sempre più vuoti che tutti noi abbiamo visto nei mercati rionali. Chissà cosa può aver contenuto in passato quel grosso sacco. Quella borsa con manico in plastica e ruote blu. Carciofi, deliziosi tagli di carne per l’arrosto delle feste o magari del baccalà sottosale, il piatto di cui era ghiotto suo marito che Dio l’abbia in Gloria. Una ricetta semplice semplice. Una notte immerso nell’acqua per ripulirlo dal sale e poi olio, olive, pinoli e nel piatto dell’ipnotica polentina bianca. Quanto le veniva bene il baccalà. Ne faceva sempre un po’ di più per portarlo alla signora del quarto piano, quella che quando tornava dalla puglia le regalava sempre le melanzane sottolio fatte da sua sorella alla “maniera paesana”. La terza donna sorride. Spinge un paseggino. Vuoto e blu.

Un nipote, un germoglio umano. Che imparerà a parlare, a correre, ballerà ai concerti, si ubriacherà, leggerò poemi, arrossirà per uno sguardo e amerà una persona, uomo o donna che sia non fa alcuna differenza.

Già. Gialle sono le patatine nel vassoio. Verde acceso la granita nella coppa di fronte alla donnina bonsai che condivide il tavolo con me. Un rosso anziano riempie il mio bicchiere cilindrico. Un liquido alcolico che racconta una Milano che oramai non esiste più. Grigio è il tavolo. Rettangolare e in metallo. Già ma oggi ricorderò solo delle ruote, una carovana di ruote. Blu.

 

Stefano-Cash-Narra

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: